Visto che non è possibile
raggruppare in una classe gli esseri umani e data la complessità del
coinvolgimento relazionale nella specie umana, uno dei problemi
più seri nel rapporto giovani-adulti è rappresentato
dal fatto che bisogna cercare gli spazi fisici e i mezzi in cui
e con cui comunicare. Una soluzione che mi appare positiva in questo
caso è quella di incontrare i giovani nei luoghi che essi
stessi scelgono, stimolando la loro curiosità, lasciando
a loro l’iniziativa di interpretare l’incontro in maniera
aperta. Noi osserviamo i giovani dalla nostra prospettiva, secondo
le nostre convinzioni e con alcune finalità predeterminate;
ma siamo sicuri che i problemi di cui parliamo sono quelli che
realmente vengono vissuti dai giovani?
Per soddisfare questa condizione
dobbiamo essere pronti ad assumere prospettive nuove, tenere
a freno le nostre convinzioni e abbandonare ogni finalità.
Il nostro atteggiamento deve essere quello di ascoltatori interessati
ma pronti a rispondere in maniera sincera alle domande che
ci vengono fatte, chiarendo qual è il nostro punto di
vista e come questo non sia solo che uno dei tanti possibili.
Il nostro impegno mira ad essere in grado di realizzare tutte
le soluzioni che soddisfino il più possibile, al fine
di tenere aperta una sequenza di comunicazione in grado di
crescere e svilupparsi autonomamente. Ricostruendo una rete
estesa, capillare e multidirezionale, utilizzando i nuovi sistemi
di comunicazione offerti dalla telematica, potremmo cominciare
a disegnare un futuro diverso nel rapporto tra le generazioni.
Il ruolo delle istituzioni è quello di affiancare i
giovani che si propongono con i loro progetti e di scambiare
quelle esperienze che sono sempre di grande arricchimento per
le parti che si confrontano. Il mio plauso va all’iniziativa “Stare
nel mezzo” che
ha inteso proprio lavorare per intrecciare l’età giovanile
e la sfera mediatica. L’edizione scorsa ci ha reso tutti
molto fieri del lavoro svolto avendo tra l’altro un attestato
di merito per le politiche di innovazione sul territorio ricevuto
nell’ambito del concorso “Sfide 2006” e consegnato
durante il Forum della P.A. tenutosi a Roma in primavera.
Maria Falbo
Assessore alle Politiche Giovanili
Provincia di Napoli
Quest’anno SNM sviluppa una struttura a quattro
fasi, con un convegno, quattro workshop, cinque seminari e
nove corsi di educazione all’immagine audiovisiva con
produzione di documentari sulle identità territoriali
dei Comuni partecipanti. A rappresentare questi ultimi, al
convegno iniziale intervengono i referenti istituzionali protagonisti
del quarto momento del progetto, per comunicare le proprie
soluzioni di partnership. Gli studenti del Corso di Laurea
in Turismo per i BB CC del Suor Orsola Benincasa faranno investigazione
fisica del territorio delle città napoletane coinvolte
e produrranno ricerche utili ai fini di accredito universitario
e come canovaccio per gli istituti scolastici partecipanti,
che ne trarranno spunti per le sceneggiature dei corti da produrre
in primavera. Le scuole della trascorsa edizione saranno protagoniste
di un incontro di proiezione, ed insieme alle nuove saranno
ospitate in Mediaterraneum, la mediateca di C/mare di Stabia.
SNM dispone quest’anno un premio in denaro per la migliore
tesi di laurea in Scienze della Comunicazione discussa entro
un anno solare dalla pubblicazione del bando sul sito e valutata
da un comitato scientifico. Tra le altre, la performance del
brillante scrittore Millefoglie, una lezione del fotografo
creativo De Luca, un meeting dei giovani artisti regionali
di Exposito, un ciclo di seminari universitari sperimentali,
sono solo alcune delle offerte culturali di questa seconda
edizione del progetto, che ci si augura di far progredire nel
tempo a favore di tutte le forme di comunicazione legate all’identità giovanile.
Luca Borriello
Università degli Studi Suor Orsola Benincasa
Presidente Associazione Culturale Arteteca
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